Macaroni, io me te magno! Dove origina l’amore incondizionato dell’italiano per la pasta?

Macaroni, m’hai provocato e io te distruggo. Macaroni, io me te magno!”

Quanti di voi avranno riso davanti all’assurda espressione di Alberto Sordi in Un americano a Roma e quanti altri lo avranno invidiato!

 

Lo stereotipo dell’italiano mangiapasta, diffuso ormai in tutto il mondo è forse tra i pochi che ci rispecchia realmente e che non attribuisce meriti o colpe senza che ve ne siano motivi fondanti.

La domenica, non è domenica se non c’è il piatto di pasta da 120 grammi ad aspettarci, e che Natale sarebbe se non ci fossero gli anolini in brodo, e le tagliatelle al ragù di anatra del periodo autunnale?
Di qualsiasi regione si tratti, l’amore per la pasta è il denominatore comune dell’italiano più genuino e dalle tradizioni radicate.

Smentita a gran voce la leggenda americana che narrava le gesta di Marco Polo come primo ambasciatore della pasta nella penisola di ritorno da un suo viaggio in Cina, ricostruire il percorso delle origini della pasta risulta quanto mai intricato.
Gli archeologi ne hanno attestato la presenza già in epoca etrusca grazie ai ritrovamenti di corredi funerari o rappresentazioni grafiche, parallelamente in Magna Grecia l’usanza delle Laganos (antenato delle lasangne) da cuocere in forno era radicata e di uso comune.

È dal Medioevo, nel 1300 circa, che le tracce di questa preparazione si sono diffuse in tutta Italia grazie alla scoperta dell’essiccazione, probabilmente importata dal lontano Medio Oriente.
Quanto gli italiani abbiano preso a cuore la questione è indubbio.
Sapevate che il comune di Gragnano già prima del 1500 aveva basato tutta la sua sussistenza sulla produzione di pasta?
Pensate: aveva ripristinato l’assetto urbanistico per garantire le condizioni ottimali per l’essicazione della pasta tra le strade del borgo.

La pasta era l’elemento povero, sano e sostanzioso che rendeva soddisfacenti i piatti dei contadini e ricche e sontuose le tavole nobiliari del ‘500.
La pasta nella sua versatilità si è diversificata non solo nelle forme, ma anche e soprattutto nelle preparazioni: di grano duro con uova o di grano tenero con acqua, è diventata oggetto identitario delle gastronomie regionali.

Ma questo è un altro tema!
A breve vi parleremo delle tradizioni regionali e delle tipologie di pasta più amate da nord a sud della penisola.