I Pomodori del Piennolo del Vesuvio DOP

I più colorati e gustosi “lampadari” che abbiate mai visto!

Alla pari di un complemento d’arredo di gran pregio, i grappoli rossi appesi alle volte di cantine, pergolati e salotti sono il vanto delle famiglie campane più legate alla tradizione.

Leggenda narra che Lucifero creò Napoli rubando un pezzo di paradiso ma che la terra toccata dal diavolo era diventata arida e fiammeggiante. Quando però Gesù vide quell’angolo di terra sottratto al cielo scoppiò a piangere e le sue lacrime, cadendo sulle pendici del Vesuvio, resero quell’ostica terra vulcanica fertile e ricca.

Il “Pomodorino del Piennolo” è testimone di quanto questa leggenda trovi applicazione nella quotidianità dell’agricoltura campana. Si tratta di un prodotto che nasce da una terra già arida che si spacca sotto i raggi del sole cocente delle estati partenopee e cresce sfidando picchi di 40 gradi e afa costante.

È compito dell’agricoltore supportare i pomodori nella crescita e portarli ad una maturazione ottimale raggiunta grazie – dice la leggenda – al diretto contributo della lava che scorre nel sottosuolo in cui affondano le radici.

Quando è turgido e rosso come il fuoco, il pomodorino del Piennolo può essere raccolto, selezionato e composto in enormi grappoli che adorneranno le case dei più fortunati.

Appesa, come dice il nome stesso, questa qualità di pomodorini può resistere per mesi.

Durante la maturazione il pomodorino del Piennolo perderà parte dell’originario turgore, ma concentrerà ancora maggiormente il sapore forte che lo contraddistingue.

Una volta maturato sarà pronto per diventare il protagonista indiscusso di numerosi piatti della tradizione: dalla più classica delle bruschette alla fresca caprese di bufala, dalla zuppa di pescato ai rigatoni al sugo della domenica.

Dolcezza, acidità, profumo e tradizioni sono racchiusi in piccole e sferiche bacche che, come caramelle, i bambini – cresciuti nella terra del sole e della tarantella – ruberanno ai nonni non appena questi saranno distratti.